FILOLOGIA
POTENZIALE
Biblioteca Oplepiana N.
18
(2001)
Si tratta di una
possibile
nuova sezione dell'attività dell'OPLEPO. Partendo dalla
"scoperta"
di testi finora sconosciuti di autori famosi, se ne cura la
pubblicazione
in "edizione critica" con introduzioni, apparato di note ed eventuali
appendici.
Le regole sono
queste:
- il testo
deve
essere costituito
da parole dell'autore (si usa, pertanto, la tecnica del "centone");
- ogni
riferimento
alle circostanze
della scoperta (anni, luoghi, nomi) deve essere riscontrabile dal
lettore
curioso;
- devono
essere
rispettate le
regole formali della filologia (anche nelle forma esteriore della
pagina)
a sostegno e giustificazione della collocazione cronologica e delle
scelte
interpretative (si usa, pertanto la tecnica della decontestualizzazione
e della ricontestualizzazione nel nuovo apparato critico dei
riferimenti
bibliografici).
Si deve a Luca Chiti
il rinvenimento de Il centunesimo
Canto, che dà il titolo alla
plaquette
n° 18 della Biblioteca Oplepiana. La scoperta tra il XXIX e il XXX
in tutte le edizioni dell'Inferno dantesco
di un canto nascosto e
miniaturizzato
insieme ai commenti allo stesso canto di tutti i chiosatori antichi e
di
tutti i commentatori moderni, getta una nuova luce sul pensiero vero
dell'autore,
il quale narra del suo incontro con un peccatore ritratto (Gruccio de'
Bardonecchi della Bolgia degli Impenitenti) che, sotto gli occhi del
poeta,
viene assunto in cielo da Dio, poiché il Creatore ha visto nella
sua spregiudicata azione politica il perfetto strumento della
realizzazione
del suo disegno provvidenziale nella storia umana. Dopo questa scoperta
non si potrà più leggere Dante e interpretare il
significato
della Commedia come si
è fatto sin qui per sette secoli.
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