pagina del sito dell'Oplepo (Opificio di Letteratura Potenziale)

Maria Sebregondi
 
STAMPELLE



I Quaderni dell'Oplepo
N° 6
Edizioni OPLEPO, Napoli, 2016



In questo quaderno Maria Sebregondi raccoglie una serie di testi
bizzarri e divertenti, composti tra il 1993 e il 2016,
come alcuni SONNETTI, cioè sonetti che s'immergono
nel sonno; SASSILLI, nove assilli in forma di sasso; AQUILONI,
8 frottole d'acqua volante; A.M.O.R.E., cinque tautogrammi in A, M, O, R e E;
M.A.J.AK.OV.S.K.IJ., altri tautogrammi per ogni lettera del poeta russo;
TERRESTREMOR, un componimento su un atomo di vento,
e FORMILLE, dove incontriamo calligrammi e altri testi verbo-visivi.



OROLOGIO A HAIKU



Allo scoccar dell'ora dice "haiku".
Un piccolo gemito risuona nel suo nome mentre intesse l'Elogio dell'Orologio.

Antonella Sbrilli
Maria Sebregondi: L’ELOGIO DELL’OROLOGIO

litografia fustellata in 20 esemplari

 

        Traduttrice di Queneau, artista dell’Oplepo (Opificio di Letteratura Potenziale), autrice di Etimologiario [Longanesi, 1988], Maria Sebregondi nel 1987 ha realizzato un Elogio dell’orologio (Orologio ad Haiku), litografia fustellata in 20 esemplari. Si tratta di una composizione che richiama il calligramma, perché le parole sono disposte in modo da rappresentare graficamente ciò che significano (come nell’opera di Apollinaire, La Cravate e la montre). Un calligramma composto di haiku, componimenti poetici di tre versi di 5, 7 e 5 sillabe che – in questo caso – parlano del tempo. Alle undici, per esempio, si legge: Gira la sfera / illusoria allegria / orna la vita.

         A aumentare la consistenza verbo-visiva, grafica e poetica, di quest’opera, le iniziali di ciascun verso formano un acrostico che ripete per due volte, in senso orario (dalle 12 alle 5 e dalle 6 alle 11), il titolo dell’opera Elogio dell’orologio. Le 18 lettere di questa frase sono disposte in modo che le ore opposte nel quadrante presentino le stesse 3 lettere iniziali di ciascuna “terzina”. La parola oggi, anche se non è mai scritta risuona, come una parola-tema, nei versi e soprattutto nel titolo, nascosta tra le lettere che possono anagrammarsi come: “Olio le ore, lodo l’oggi”.
L’opera è stata esposta alla mostra Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea al Museo Macro di Roma, via Nizza, dal 29 aprile al 2 ottobre 2016.

 

Dal sito diconodioggi del 3 settembre 2014.



Home page    Menu dei Quaderni dell'OpLePo