pagina del sito di Oplepo (Opificio di Letteratura Potenziale)
 

Vittorio Coletti
I «COSTRETTI SPOSI»
 MANZONI IN VERSI
È PURO GODIMENTO

         PROVATE a raccontare i "Promessi Sposi" per cinquanta volte e sempre in modo diverso ma congruente col romanzo e appropriato; e per di più provate a farlo ogni volta in impeccabili versi endecasillabi organizzati in un'ottava con rime regolari.
    Non è facile, vero? Ma c'è chi lo sa fare magnificamente. Leggete questo riassunto: "Dovendo rimaner zitella ancora,/ Lucia Mondella, dall'autor blandita,/ lasciata indenne l'umile dimora,/ lacrima alquanto, dopoché, rapita,/ supplice appare (l'algida 'signora',/ nolente monaca, l'avea tradita):/ all'uomo amato, giovane perbene,/ s'unisce appena libera diviene". Perfetto no? Inoltre, se ci fate caso, il breve testo è fatto tutto di parole di tre sillabe (ma ricordate che l'articolo eliso e la parola che introduce sono considerate una parola unica). Per fare acrobazie linguistiche di questo livello occorre essere dei geni della lingua e dei lettori intelligenti dei libri altrui.
    È il caso di Giuseppe Varaldo, medico imperiese, stimato dermatologo, uno dei campioni nazionali di ginnastica linguistica, tra i migliori autori del raffinato club dell'Oplepo (Opificio di letteratura potenziale, gemello italiano del celebre Oulipo francese), che ora pubblica nella Biblioteca Oplepiana i suoi "Costretti Sposi" (costretti appunto da una regola linguistica diversa per ognuna delle 50 ottave).
    Varaldo è letteralmente un artista della parola, non solo dello sport estremo da fare con le forme del linguaggio, ma anche dei significati da produrre ed esplorare con esso. Leggiamo un altro riassunto dei "Promessi Sposi" in cui le parole usate sono tutte in a: "Dalla ganza scampata alla bravata,/ ch'alla mala parata s'arrabatta/ (scappa da casa, ma dal ras braccata,/ staccata dalla mamma sarà ratta),/ alla massa affamata, tartassata,/ ma atta ad assaltar, dal pan attratta,/ s'ammatassa man man la scarna trama:/ dar al ganassa la ragazza ch'ama".
    Varaldo fa così: ti fornisce il senso del grande libro del Manzoni, ogni volta sottoponendosi a una regola verbale, spesso ironica e divertente, come in questo caso in cui racconta il romanzo usando tutti prestiti inglesi: "Sposarsi, per gli eroi di 'sta love story,/ è una mission impossible, o almeno,/ per l'escalation d'atti vessatori/ dal primo round di prepotenze pieno,/ sembra imporsi la gang dei malfattori,/ fino a che, wow, in un battibaleno/ un serial killer truce e non umano/ toglie dal cast l'infame castellano".
    Dietro questa abilità strepitosa c'è un' intelligenza fine dei libri letti (riflettiamo sulla peste, definita "serial killer truce e non umano") e dei loro autori, su cui prevalentemente (sono parecchie le sue plaquettes di questo taglio) Varaldo esercita il proprio estro linguistico.
    Non si contano i grandi libri, i famosi scrittori (Sanguineti, Calvino tra gli altri) che il medico imperiese ha sintetizzato nelle sue spericolate e acute costruzioni verbali, con un' abilità che lascia stupefatti.
    Ma più stupefatti si resterebbe se si conoscesse di persona questo funambolo della parola, che rinnova con la sua opera, ormai sempre più nota ed apprezzata, la figura, un tempo non infrequente, del medico umanista e letterato.
    Schivo e preciso, Varaldo è un tipico prodotto dell'umanità ligure di pregio, in cui la genialità si coniuga con la riservatezza, la perizia tecnica con l'invenzione artistica.

la Repubblica, edizione di Genova, 25 giugno 2014, p. XII.

Per tornare alla pagina della plaquette di Giuseppe Varaldo I costretti sposi cliccate qui.


Home page
saucony shadow, saucony store, saucony donna, saucony donne, saucony uomo, saucony uomo prezzo, saucony uomo jazz, saucony uomo online, saucony europa, saucony sito ufficiale